mercoledì 7 agosto 2013

Le meraviglie della nube di Magellano

Credits: ESO



La nube di Magellano, ripresa attraverso il VLT dell'ESO ci ha mostrato le bellezze al suo interno.
Attraverso le riprese del Very Large Telescope, è stato possibile catturare la regione di una formazione stellare molto particolare nella Grande Nube di Magellano. Si tratta di NGC 2014, in rosso, e NGC 2020, la sua vicina blu.

Entrambe le nubi composte di gas incandescente, si sono generate così grazie ai venti solari delle stelle appena create al loro interno, visibilissime per la loro brillantezza.
L'immagine è stata catturata grazie allo strumento FORS2 (FOcal Reducer and low dispersion Spectrograph)all'interno del VLT, tali riprese fanno parte di un progetto dell'ESO chiamato Gemme Cosmiche.

Ma vediamo singolarmente queste due nubi.

Quella rossa a destra, NGC 2014, è incandescente composta per lo più da idrogeno gassoso. Al suo interno sono presenti ammassi di stelle giovani e calde.
Il caratteristico colore rosso è generato da una reazione prodotta dalla radiazione energetica prodotto da queste nuove stelle che strappano via gli elettroni dagli atomi di idrogeno, ionizzandoli.

La seconda nube invece NGC 2020, ha una formazione del tutto diversa. Si suppone che la stella all'interno sia talmente calda, da generare un vento solare così forte e inteso da aver creato intorno a se una bolla, creando così una cavità. Questa struttura stellare è molto rara ed è denominata Stelle di Wolf-Rayet. A differenza della sua vicina, la radiazione della stella ionizzando atomi di ossigeno e non di idrogeno, prende il caratteristico colore blu.

Credits: ESO


La nube di Magellano, così chiamata perchè scoperta per la prima volta da Ferdinando Magellano, durante il suo viaggio nell'emisfero australe nel 1519. Nonostante la sua morte, la sua scoperta fu raccontata dai suoi colleghi superstiti, che annunciarono l'esistenza di questa nube nel cielo.
Probabilmente sarà stata vista anche da altri esploratori prima di Magellano, ma non vi è presenza di alcuna segnalazione e quindi per questo la nube porta il nome del primo esploratore che la vide e ne fece diffondere la notizia.

L'esploratore fu in grado di vederla in quanto, si trova a soli 163 000 anni luce dalla nostra galassia e questa sua vicinanza la rende un bersaglio appetibile per gli studi da parte dei nostri ricercatori.
La grande nube di Magellano viene definita una galassia nana irregolare a causa della sua strana forma, si suppone che le interazioni con la Via Lattea e con l’altra galassia vicina, la Piccola Nube di Magellano, abbiano prodotto questa forma caotica

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