sabato 13 luglio 2013

Lo tsunami solare

Siamo abituati a sentir parlare di tsunami e prepararci al peggio, perchè gli Tsunami terrestri sono una calamità naturale che difficilmente lasciano scampo. Ma questa volta parliamo di uno tsunami che non si è verificato su nessuna delle coste della terra, ma bensì sulla sua stella: il Sole.




Gli tsunami solari, a differenza di quelli terrestri non sono localizzati solo in una zona della stella, ma bensì sconvolgono tutta l'atmosfera del sole e si verificano quando, il corpo celeste produce esplosioni di dimensioni enormi che rilasciano nello spazio gigantesche bolle di plasma. Sono le emissioni di massa coronale. Nonostante le differenze sostanziali però, la forma di questi Tsunami solari è strettamente legata all'ambiente nel quale si propagano, quindi, poichè le onde sonore viaggiano più velocemente nell'acqua che nell'aria, il plasma emesso si propagherà più velocemente nelle porzioni in cui il campo magnetico è più intenso.

Queste espulsioni, si propagano nello spazio con estrema velocità di milioni di km orari, e gli studi concentrati su queste manifestazioni sono molto importanti, in quanto, se una di queste emissioni incrociasse la terra, riscontreremmo non pochi problemi, a partire dalle telecomunicazioni, ai satelliti in orbiti, alle reti elettriche e soprattutto agli astronauti che si trovano fuori dall'atmosfera terrestre ed esposti quindi, in queste eventualità, a gravissimi pericoli


Proprio per evitare questi rischi o quanto meno riuscire a controllarli e prevederli i ricercatori del Mullard Space Scienece Laboratory guidati da David Long, hanno portato avanti una ricerca che ha come scopo, misurare il campo magnetico della corona solare.
Gli scienziati hanno studiato in particolare due eventi accaduti il 12 giugno 2010 e il 16 febbraio 2011.
Dall’analisi combinata dei dati raccolti dal Solar Dynamics Observatory della NASA e dal satellite giapponese Hinode, i ricercatori sono riusciti con questa tecnica a dimostrare che “l’atmosfera solare possiede un campo magnetico circa dieci volte più debole di quella di un tipico magnete delle calamite decorative che si attaccano sulle ante o sui fianchi dei frigoriferi. Via via che la nostra dipendenza dalla tecnologia cresce, capire come avvengono e si propagano queste eruzioni ci aiuterà molto a proteggerci dagli effetti negativi dell’attività solare” conclude Long.

Un successo importante quello ottenuto dai ricercatori, in quanto il campo magnetico solare è molto difficile da misurare.
Ci auguriamo che il team di Long riesca ad ottenere tutte le informazioni, per avere un quadro completo e divulgare al mondo le loro scoperte.





Fonte: http://arxiv.org/abs/1305.5169

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