lunedì 1 luglio 2013

La contaminazione di Marte? Forse è già avvenuta

Panorama di Marte - Credits: NASA

Alberto Fairen della Cornell University e Dirk Schulze-Makuch della Washington State University, affermano che sterelizzare le sonde da inviare su Marte è ormai praticamente inutile. E' un processo severo e costoso e decisamente inutile, quanto meno per ciò che riguarda le sonde orbitanti e gli studi geologici.

In un articolo sulla rivista Nature Geoscience, i due astrobiologi affermano che l’Ufficio preposto della NASA perché i microrganismi terrestri siano tenuti fuori dal suolo di Marte, ha procedure così dettagliate e costose da rendere impraticabili le missioni per cercare la vita sul pianeta rosso, e che tali protocolli di protezione debbano essere rivisitati.
L’Ufficio di Protezione Planetaria è come una interplanetaria Agenzia per la Protezione Ambientale, che ha l’obiettivo di ridurre al minimo la contaminazione biologica che possa derivare da esplorare il sistema solare.

I due scienziati però affermano che probabilmente la vita su Marte si è già trasferita, sia in seguito alle prime missioni per le quali non era previsto una procedura di sterilizzazione, sia a causa dei meteoriti e dei vari impatti che nell'arco di tempo di 3,8 miliardi di anni, hanno avuto modo di distribuirsi adeguatamente.

Ma purtroppo, la vita, così come la conosciamo sulla Terra, non ha attecchito sul Pianeta Rosso e di conseguenza, ora non ci sono le condizioni perchè lo faccia.

Alla luce di quanto dichiarato dai due Astrobiologi effettivamente, queste procedure potrebbero essere riviste e decisamente modificate, a meno che non siano stati messi in atto perchè i rover qualcosa hanno trovato.

In questo caso entriamo poi in un discorso spinoso, dove il complottismo troverebbe terreno fertile di discussione, ma non credo sia questa la sede

“Come l’esplorazione planetaria deve affrontare drastici tagli di bilancio a livello globale è fondamentale evitare spese inutili e utilizzare al meglio i soldi per le’esplorazione planetaria”, è ciò che continuano a predicare i due scienziati.

Parrebbe però che bussare alle porte della cassa della NASA abbia ottenuto qualcosa.
Si vocifera che sono in atto le revisioni delle procedure di sicurezza per la protezione ambientale di Marte.

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