martedì 30 luglio 2013

Edgard Mitchell rompe il silenzio sugli ufo






Edgard Mitchell è uno degli astronauti che ha calpestato il suolo della Luna grazie alla missione Apollo 14. Oggi l'astronauta ha 82 anni e il suo nome rimbalza tra i media di tutto il mondo, in seguito alla diffusione della notizia da parte di alcuni scienziati che alcune sonde aliene siano giunte nel nostro sistema solare, nonostante la loro tecnologia le avesse fino al quel momento celate.

Edgard Mitchell non è tra quegli scienziati che hanno dato la notizia, ma è l'unico tra gli astronauti che non nega interviste in merito a questo argomento, anzi ha le sue teorie e non sono del tutto sbagliate.
Con estrema lucidità racconta la sua esperienza dei nove giorni trascorsi con l'Apollo 14, e con logica spiega la possibilità di eventuali incontri con gli alieni. L'astronauta infatti non nega la possibilità che possano esserci altre forme di vita.

L'astronauta sembra concordare con il paradosso di Fermi, citato recentemente nell'articolo che riguardava i due ricercatori irlandesi, sull'esistenza degli alieni. Denunciando inoltre, la volontà di mantenere segreto l'argomento da parte degli addetti ai lavori, inglobando la possibilità di interessi economici, coprendo tale interesse con la possibilità che l'uomo non sia pronto a confrontarsi con una cultura diversa da quella terrestre.

Durante l'intervista fatta a Mitchell, si cita anche l'incidente di Roswell, sul quale pare viga ancora il silenzio. Ed è interessatte leggere l'opione dell'ex astronauta su come quella vicenda è ancora un segreto. Per evidenziare bene l'atteggiamento sostenuto cita anche il presidente Eisenhower: "È un'opinione personale: ricordo quello che disse il presidente Eisenhower nel suo discorso finale, ovvero 'diffidate della struttura industriale militare', credo che sia questo il nodo della vicenda". "Ma non bisogna ridurre la questione all'industria militare, c'è tutta una serie di organizzazioni che si muovono in questo senso per garantire dei profitti". "Abbiamo inventato gli aerei all'inizio del XX secolo, vent'anni dopo avevamo un'industria aeronautica. Pensate a cosa possa significare questo rapportato al viaggio nello spazio, se avessimo controllo della tecnologia dietro gli UFO. Pensate alla quantità di soldi che gira intorno a questa vicenda".

Secca e decisa è la critica di Mitchell, considerando i progetti futuri della NASA e delle varie Agenzie Spaziali, la ricerca non può fermarsi, perchè l'uomo ha diritto di conoscere ciò che lo circonda.



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