giovedì 27 giugno 2013

La nostra Luna, non proprio incontaminata

Karl Tate, SPACE.com



Credenza comune è che la Luna, sia un posto incontaminato, ma giungono conferme da parte degli aggetti ai lavori, che il satellite terrestre, proprio tanto inviolato non sia.
In realtà, se ci capitasse di andare a fare due passi sulla Luna, correremmo il rischio di inciampare nei resti delle varie missioni spaziali che si sono adagiate e anche schiantate su di essa. Grazie alla tecnologia e ai suoi potenti mezzi, è stato possibile stilare una mappa di tutti i frammenti finora localizzati sulla Luna.
Jeff Plescia, dell’Applied Physics Laboratory della Johns Hopkins University, che guida il progetto, con l’intento di individuare il maggior numero possibile dei residui umani abbandonati sul pianeta, anche grazie al supporto del LRO(Lunar Reconnaissance Orbiter). Progetto impegnativo questo che si prefigge non solo di mappare i punti degli allunaggi e conteggiare i resti, ma servirà anche per rintracciare le sonde delle missioni delle quale si è perso ogni traccia, come per esempio la Surveyor 4 della NASA nel 1967, la missione Russa Luna 18 del 1971, e per mappare poi i siti inviolati e dichiararli “Patrimonio lunare”, dove in futuro eventuali missioni potranno atterrare accanto ai reperti già scovati evitando così di dover allunare su dei resti, impossibili poi da recuperare.

Fino ad ora sono stati rintracciati i resti dell’Apollo 11, quelli di molte missioni Russe, e ovviamente la recente GRAIL, ma è stato possibile mappare anche oggetti che si trovano sul lato nascosto della Luna, che fin dal 1959 è stata la meta di numerose missioni.




Karl Tate, SPACE.com

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